Bellezza e cura del corpo
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Leggiamo su Osmoz un trafiletto a firma Nicolas Olczyk, in cui il giornalista e consulente sostiene:
Da 5 anni si era notato un vero e proprio boom delle marche alternative di profumi, in Francia, come anche all’estero. Alcune sono scomparse, altre sono in difficoltà. Avere una propria boutique costa caro e le grandi catene di profumeria non possono accogliere ad oltranza nuove marche.
Insomma, sembra che secondo Olczyk la crisi sia destinata a colpire proprio la profumeria artistica, mentre le grandi marche terranno meglio il colpo. Le sue valutazioni si basano, a quanto sembra, su considerazioni meramente commerciali, sulle quali non siamo del tutto d'accordo. Anzitutto, dato anche il successo crescente di manifestazioni internazionali come Pitti Fragranze, non sembra che l'interesse del pubblico stia scemando... tutt'altro. Inoltre, poche fragranze di nicchia vengono commercializzate nelle grandi catene: molte di esse sono vendute in profumerie storiche o in piccole boutiques specializzate, almeno qui in Italia.
C'è da considerare poi la realtà che la maggior parte delle fragranze artistiche costano MENO dei profumi firmati dagli stilisti, e persino i più "divini" (pensiamo a Lutens) costano poco più dei Calvin Klein e Dolce e Gabbana che appestano autobus e metropolitane di tutta la penisola.
Perché mai la gente dovrebbe smettere di acquistarli allora? Certo, la pubblicità fa la sua parte, la "moda" anche, e non tutti hanno tempo e passione per seguire la profumeria artistica. E' vero anche che le marche cominciano ad essere un po' troppe.
Ma non sarà anche che queste fragranze di nicchia cominciano a dare fastidio a qualche grande azienda?
alle 20:09
giulo
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